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DINONTORGANICA, EPS: UNA BIOGRAFIA RELAZIONALE. 

 

Franco Faggiano non è un uomo da “giudicare” con criteri accademici esterni, ma un caso significativo di applicazione pre-riflessiva dei principi della Dinontorganica, divenuto infine aperto e consapevole attraverso l’incontro con il pensiero di Tommaso Demaria.

 

Nato a Torino nel 1962 da genitori pugliesi, Franco Faggiano cresce in una famiglia nella quale convivono senso del dovere, memoria storica e sensibilità culturale. Il padre, dipendente della compagnia telefonica nazionale ed ex combattente negli anni drammatici compresi tra il 1943 e il 1947, gli trasmette il valore della disciplina, della responsabilità e del rispetto per la storia vissuta; la madre, casalinga ma dotata di una profonda vena creativa, coltiva la passione per la poesia, la scrittura e la sartoria amatoriale applicata all’arredo d’interni, alimentando nel figlio quella dimensione immaginativa e umanistica che, nel tempo, avrebbe profondamente segnato il suo carattere.

Dal 1990 vive con la propria famiglia a Ostuni, città scelta non soltanto come luogo in cui abitare, ma come spazio esistenziale nel quale ritrovare una dimensione più autentica della vita. Franco Faggiano rappresenta oggi una figura difficilmente racchiudibile in una sola definizione: divulgatore culturale, studioso della memoria storica, organizzatore, formatore, uomo di volontariato, appassionato di outdoor education e progettista sociale. Il suo percorso appare come un lungo viaggio composto da esperienze differenti ma profondamente collegate tra loro, unite da una costante ricerca di autenticità, relazioni umane e senso comunitario.

Il trasferimento in Puglia, all’inizio degli anni Novanta, non fu soltanto una scelta professionale, ma soprattutto una scelta di vita. Dopo essere cresciuto nella Torino industriale del quartiere Santa Rita, immerso nella realtà urbana e operaia di una città in piena trasformazione economica e sociale, decide di trasferirsi a Ostuni — dove, qualche anno più tardi, si sposa e nasce sua figlia — attratto dall’idea di un’esistenza più “a misura d’uomo”. A conquistarlo non furono soltanto i ritmi più umani e il forte senso di comunità tipico del Sud, ma anche la luce della Valle d’Itria, il meraviglioso stile barocco del Salento, il mare Adriatico, gli ameni colli, il clima mediterraneo e il fascino senza tempo del centro storico della Città Bianca, con le sue case antiche e i vicoli sospesi tra Oriente e Occidente.

A questa motivazione esistenziale si unì anche l’opportunità professionale di intraprendere un percorso di carriera all’interno di un’azienda internazionale con sede a Taranto, operante nel settore del software aerospaziale. Un’esperienza altamente qualificante che gli consentì di confrontarsi con progetti collegati ad  agenzie spaziali, contribuendo ad arricchire ulteriormente il suo bagaglio organizzativo, tecnologico e gestionale.

Fino ai giorni nostri, sviluppa anche una consolidata esperienza nel settore assicurativo, ambito nel quale opera da circa vent’anni. Iscritto al Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi (RUI IVASS), sezione E, ha maturato competenze nella consulenza assicurativa e nella gestione relazionale con clienti e realtà professionali, integrando anche in questo settore quell’approccio umano e comunicativo che caratterizza il suo percorso personale e professionale.

La sua curiosità verso il mondo, la storia e l’avventura si manifesta molto presto. La passione per il Medioevo nasce infatti quando ha appena sei anni, grazie a un’enciclopedia acquistata a fascicoli settimanali e fortemente desiderata, Storia delle Crociate, illustrata dalle celebri incisioni di Gustave Doré, e alla visione di un noto sceneggiato televisivo dell’epoca in bianco e nero, Thibaud, il cavaliere bianco, ambientato in Terra Santa. Quelle immagini di cavalieri, arcieri, castelli, deserti, viaggi e ordini monastico-cavallereschi accendono nell’immaginazione del bambino un interesse destinato a non spegnersi più.

Da allora il Medioevo diventa per lui non soltanto un periodo storico da studiare, ma un universo simbolico e culturale attraverso cui interpretare valori come il coraggio, il senso del viaggio, la disciplina, l’onore, la spiritualità e il legame profondo tra individuo e comunità.

Accanto alla passione storica si sviluppa, sin da giovanissimo, una forte inclinazione verso lo sport e le attività outdoor. Pratica numerose discipline, tra cui calcio e baseball, vivendo lo sport non soltanto come competizione, ma come esperienza collettiva e formativa. Si appassiona inoltre agli scacchi e al Subbuteo, attività che in quegli anni diventano occasioni di socialità, confronto e costruzione di amicizie.

Parallelamente cresce il suo rapporto con la natura, vissuta come spazio di libertà, introspezione e ricerca personale. L’alpinismo, la mountain bike, l’escursionismo e la pesca a mosca sui torrenti diventano, negli anni, esperienze fondamentali del suo percorso umano, contribuendo a rafforzare il legame con l’ambiente naturale e con una dimensione più essenziale dell’esistenza.

In questo rapporto profondo con la natura e con il mondo animale, un ruolo speciale è sempre stato occupato dai cani e dai gatti. Nel corso della vita Franco Faggiano ha condiviso il proprio cammino con diversi lupoidi, molossoidi e felini domestici, considerandoli non semplici animali, ma autentici membri della famiglia. Per lui i “pelosi” rappresentano molto più di una passione: incarnano uno stile di vita fondato sulla relazione, sull’empatia, sulla fedeltà e sulla condivisione quotidiana. Il legame costruito con loro ha influenzato profondamente anche il suo approccio umano e relazionale, rafforzando quella sensibilità verso il concetto di branco, comunità e cooperazione che ritorna in molte delle sue attività outdoor e progettuali.

Fin dall’adolescenza frequenta associazioni sportive e culturali, maturando precocemente capacità organizzative e relazionali. Ancora prima della maggiore età fonda persino una squadra di calcio dilettantistica, riuscendo autonomamente a reperire giocatori, sponsor e collaborazioni fino a iscriverla a un campionato ufficiale di categoria. Un’esperienza che, riletta oggi, appare quasi una premessa naturale del suo futuro impegno nella costruzione di reti relazionali e progettualità comunitarie.

Alla formazione tecnica in elettromeccanica — scelta inizialmente per la grande passione verso le ricetrasmissioni e le tecnologie applicate — affianca successivamente studi universitari in scienze religiose, anche con l’obiettivo di comprendere appieno le dinamiche e le influenze sviluppatesi nella storia attraverso le religioni. Dal 1982, con l’acquisto del suo primo computer, sviluppa inoltre un forte interesse per l’informatica e le nuove tecnologie, intuendone precocemente le potenzialità relazionali e comunicative.

Nel tempo costruisce un percorso culturale multidisciplinare alimentato da corsi specialistici, ricerca personale e approfondimenti continui. La sua formazione non segue mai una logica esclusivamente accademica, ma nasce dalla convinzione che il sapere debba essere vissuto come esperienza permanente di crescita umana. Il lavoro culturale e divulgativo svolto negli anni gli vale anche il conferimento di una laurea honoris causa in scienze storiche.

Singolare e quasi emblematico appare anche il suo rapporto precoce con i libri antichi e la ricerca documentale. Da ragazzo frequenta biblioteche e archivi torinesi utilizzando parte delle “paghette” ricevute dai genitori per realizzare fotocopie di testi storici, religiosi e filosofici che ritiene particolarmente significativi, costruendo nel tempo una personale raccolta di materiali e documenti. Un gesto semplice ma rivelatore di una curiosità intellettuale intensa e fuori dal comune.

Negli anni successivi al servizio militare e precedenti al trasferimento in Puglia, sviluppa anche una significativa esperienza nel volontariato sindacale all’interno di organizzazioni di categoria legate al mondo industriale. Si dedica infatti ad attività orientate al miglioramento delle condizioni lavorative, della sicurezza e delle relazioni umane nei contesti produttivi, maturando una sensibilità particolare verso i temi della tutela della persona nell’ambiente di lavoro. Queste competenze verranno successivamente consolidate anche sul piano professionale attraverso incarichi come responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e responsabile delle squadre interne antincendio e di pronto soccorso aziendale. In questo ambito aderisce inoltre all’Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza (AIAS), sviluppando ulteriormente competenze organizzative, formative e gestionali legate alla sicurezza e alla prevenzione.

La memoria storica, la cultura e la divulgazione diventano progressivamente componenti centrali della sua attività. Per oltre trent’anni collabora con giornali, riviste e realtà editoriali, pubblicando articoli, saggi, reportage e contributi fotografici dedicati alla storia, alle tradizioni popolari, alla spiritualità, ai territori e alla cultura materiale. Nei suoi scritti convivono il ricercatore, il narratore di luoghi e l’osservatore delle dinamiche sociali, con uno stile che tende costantemente a collegare memoria, identità e relazioni umane.

Nel 2006 pubblica il volume Arcieria & Cavalleria (Penne e Papiri, Tuscania), opera storico-religiosa presente nell’archivio nazionale OPAC SBN e conservata in diverse biblioteche italiane. Il libro sintetizza molte delle sue passioni e aree di ricerca: il Medioevo, la simbologia, l’arcieria tradizionale e il rapporto tra disciplina, spiritualità e cultura europea.

La sua vita, tuttavia, non si sviluppa soltanto attraverso lo studio e la scrittura. L’esperienza nell’Aeronautica Militare, svolta durante il servizio militare conseguendo il grado di 1° Aviere, contribuisce a consolidare in lui il senso dell’organizzazione, della responsabilità e dell’appartenenza. Negli anni successivi questi valori trovano continuità nell’ambito dell’associazionismo combattentistico e memoriale, dove assume incarichi nazionali nel Centro XXV Aprile – CEAC-M Italia e nell’Associazione Italiana Combattenti Interalleati. Rappresenta inoltre a Ostuni l’Istituto del Nastro Azzurro e collabora con le realtà associative locali dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra e dell’Associazione Arma Aeronautica. In memoria del padre, combattente del secondo conflitto mondiale e invalido di guerra, promuove anche la creazione di due sezioni commemorative dedicate all’“Aviere R.A. Antonio Faggiano”.

Accanto all’impegno culturale e memoriale si sviluppa una lunga attività nel volontariato e nella protezione civile. Come responsabile del nucleo cinofilo sperimentale del S.E.R. Ostuni e, successivamente, del settore ambiente di T.E.R.A. O.d.V. Ostuni, consolida una visione del territorio inteso non soltanto come spazio geografico, ma come ecosistema umano e sociale da tutelare attraverso partecipazione, responsabilità e collaborazione.

La passione infantile per il Medioevo trova piena espressione concreta nella fondazione della Corporazione Arcieri Storici Medievali, sodalizio nazionale nato nel 1997 e impegnato nella promozione e divulgazione della cultura storica medievale. Dal 1994 opera inoltre come archery trainer e medieval re-enactor, contribuendo alla diffusione della rievocazione storica come esperienza educativa, identitaria e comunitaria.

Per Franco Faggiano l’arcieria non rappresenta semplicemente una pratica sportiva, ma una disciplina — iniziata nel 1985 — capace di unire storia, concentrazione, autocontrollo, ricerca simbolica e relazione umana. È inoltre ideatore e organizzatore del primo archery role game italiano, “Regno d’Hastur”, evento fantasy ispirato all’immaginario epico di J. R. R. Tolkien. Nel corso degli anni organizza anche rievocazioni storiche medievali in diverse località italiane, partecipando parallelamente come relatore a conferenze e incontri dedicati alle sue ricerche storiche e simboliche.

Il rapporto con la natura rimane una componente essenziale del suo percorso. Considerato tra i pionieri del Dog-Trekking in Italia, pratica questa disciplina fin dai primi anni Novanta, diventandone anche guida dell’Associazione Italiana Dog Trekking. Dall’incontro tra escursionismo, relazione uomo-cane e arcieria nasce anche l’“Archery-Dog”, disciplina da lui ideata, così come il progetto “Wolf Pack | Adventure Project”, concepito come esperienza multidisciplinare di trekking, outdoor education e crescita relazionale, nonché altre attività sperimentali.

Nel corso degli anni frequenta numerose realtà associative e culturali, dal Rotary International al Toastmasters International, dalla Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani alla Società Tolkieniana Italiana e Biblia, fino al Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale e all’Associazione Sociologi Italiani. In tutte queste esperienze emerge una costante: il desiderio di creare connessioni tra persone, idee e comunità differenti.

Tra le esperienze personali più significative vi è il Cammino di Santiago, affrontato lungo il Cammino Portoghese e vissuto come esperienza culturale, spirituale e profondamente umana. Il tema del cammino, del viaggio e dell’incontro ritorna infatti costantemente nella sua esistenza, quasi come metafora della ricerca personale e collettiva.

Negli ultimi anni il suo percorso converge sempre più nell’ambito della sociologia relazionale e della progettazione sociale. In qualità di Esperto di Progettazione Sociale (EPS), socio dell’Associazione Sociologi Italiani, segretario organizzativo della Macrodeputazione ASI “Nordovest” e direttore vicario del laboratorio ASI “The Elsewhere Project”, sviluppa attività orientate alla costruzione di reti collaborative, partecipazione civica e coesione comunitaria, dando forma e continuità all’esperienza accumulata nel corso degli anni tanto sul piano professionale quanto su quello umano, associativo e sportivo.

Nel suo approccio la sociologia non è soltanto disciplina teorica, ma uno strumento concreto capace di collegare persone, territori, memorie ed esperienze. Organizzazione, comunicazione pubblica, progettazione culturale, educazione relazionale e networking territoriale diventano così parti integrate di una stessa visione umanistica della società.

La lunga esperienza professionale maturata in oltre quarant’anni — dall’industria aerospaziale al settore assicurativo-finanziario, dall’ICT alla comunicazione e alla scrittura — contribuisce ulteriormente alla costruzione di un approccio interdisciplinare fondato sulla capacità di creare connessioni tra mondi differenti.

Questa visione emerge chiaramente anche nei diversi blog e negli spazi divulgativi da lui curati, tra cui “Reti Sociali & Networking”, progetto dedicato alla sociologia relazionale, alla costruzione di comunità e allo studio delle reti umane e digitali. Attraverso articoli, conferenze, attività divulgative e progettazione culturale promuove percorsi orientati alla ricostruzione del legame sociale in una società sempre più frammentata, caratterizzata da isolamento, perdita della memoria condivisa e impoverimento delle relazioni comunitarie.

Nel pensiero e nell’azione di Franco Faggiano la comunità non è mai una semplice aggregazione di individui, ma un organismo relazionale vivo che necessita di ascolto, partecipazione, memoria, collaborazione e connessioni autentiche.

È proprio questa idea a rappresentare il filo rosso che attraversa tutta la sua esistenza: dall’arcieria storica alla sociologia, dal trekking alla divulgazione culturale, dalla protezione civile alla progettazione sociale.

Figura difficilmente racchiudibile in una sola definizione, Franco Faggiano appare oggi come un costruttore di connessioni umane, un uomo di cammino e memoria che ha trasformato passioni, esperienze e relazioni in strumenti concreti di crescita comunitaria, cultura condivisa e bene comune.

Lungo la vita di Franco Faggiano ecco come le criticità non sono mai state negate, ma trasfigurate.

Ciò che prima poteva apparire come difetto di obiettività diventa, alla luce della Dinontorganica, caratteristica strutturale di una vita che non si lascia ridurre a curriculum, ma si offre come organismo narrativo in cui osservatore, narratore e protagonista coappartengono allo stesso campo relazionale.

Questo curriculum, proprio per la sua natura composita e vissuta, è la testimonianza che Franco Faggiano offre affinché si comprenda il senso profondo del suo essere EPS: mettere le proprie passioni, memorie e relazioni al servizio della comunità, senza altro fine.

 

Note sulla biografia

Franco Faggiano ha scelto di abbracciare la sociologia e diventare Esperto di Progettazione Sociale (EPS) non per costruire una carriera, ma per mettere a frutto l’intera esperienza della sua vita in qualcosa di utile, lasciando una testimonianza e null’altro. Quanto sopra viene condiviso in via eccezionale, nel rispetto della riservatezza di chi, pur per formazione e convinzione normalmente restio all’esposizione pubblica, ha scelto consapevolmente di fare un’eccezione relazionale.

La Dinontorganica è una prospettiva filosofica elaborata da Tommaso Demaria. Essa propone di leggere ogni esperienza umana, sociale e narrativa non come un insieme di elementi da giudicare separatamente, ma come un organismo relazionale vivente in cui osservatore, narratore e protagonista coappartengono allo stesso campo. In questa cornice, le contraddizioni non sono errori da correggere, ma tensioni organiche da comprendere; la ripetizione non è ridondanza, ma ritmo; la mancanza di verificabilità esterna non è un difetto, ma il segno di una fiducia relazionale che precede ogni certificazione. Chi legge il presente curriculum è invitato a sospendere il giudizio analitico e a lasciarsi attraversare dal racconto come si farebbe con la vita di una persona che si offre interamente, senza barriere ed infingimenti.

Per comprendere pienamente il senso di questa biografia e la scelta di Franco Faggiano di diventare EPS, si consiglia di leggere la pagina dedicata alla Dinontorganica, ovvero lo spirito che dispiega il metodo.

 

Approfondimenti

Articolo su L'Eco di Pavia: «Dinontorganica e progettazione sociale: un metodo per leggere le comunità» 

Articolo su L'Eco di Savona: «Il progetto Elsewhere come realizzazione operativa della Dinontorganica» 

Articolo sul blog di Pier Carlo Lava: «Case study: il progetto Elsewhere come realizzazione operativa della Dinontorganica»