About

«Mi muovo tra idee, persone e progetti. Là dove gli altri altri vedono confini, io costruisco connessioni.»

⚙️ TRA PASSATO E PRESENTE: UNA BIOGRAFIA RELAZIONALE. 

Franco Faggiano è un professionista senior che opera tra progettazione sociale, divulgazione culturale e costruzione di reti relazionali. Il suo percorso, sviluppatosi nell'arco di oltre quarant'anni di esperienze professionali, associative e culturali, attraversa ambiti apparentemente distanti, dall'industria aerospaziale all'informatica, dal settore assicurativo alla ricerca storico-religiosa, dall'associazionismo alla formazione, fino alla sociologia relazionale e alla progettazione sociale. Il filo conduttore non è tanto la varietà delle attività svolte, quanto la costante ricerca di connessioni tra persone, conoscenze, esperienze e comunità. Una prospettiva che oggi trova nella progettazione sociale uno spazio di sintesi e di possibile sviluppo.
 
Le radici, la famiglia e la scelta di un territorio

Nato a Torino nel 1962 da genitori pugliesi, Franco Faggiano cresce nel quartiere Santa Rita, in una città caratterizzata da una forte identità industriale, operaia e sociale. La famiglia rappresenta il primo ambiente nel quale si intrecciano senso del dovere, memoria storica e sensibilità culturale. Il padre, dipendente della compagnia telefonica nazionale ed ex combattente durante gli anni della Seconda guerra mondiale e del suo immediato dopoguerra, costituisce un riferimento importante per la comprensione del valore della responsabilità e della memoria. La madre, appassionata di poesia e scrittura, coltiva anche attività creative legate al cucito e all'arredamento d'interni, trasmettendo un interesse per l'espressione personale e per la dimensione immaginativa della vita. Nel 1990 Faggiano si trasferisce a Ostuni, in Puglia, dove sceglie di costruire il proprio futuro familiare e professionale. La decisione nasce dall'incontro tra un'opportunità lavorativa nel settore del software aerospaziale e il desiderio di vivere in un contesto più vicino alla propria idea di qualità della vita. Dopo essere cresciuto nella realtà urbana torinese, sceglie una dimensione che immagina più «a misura d'uomo», nella quale il territorio, le relazioni e i ritmi quotidiani possano assumere un ruolo significativo. A Ostuni si sposa e diventa padre. La Valle d'Itria, il paesaggio mediterraneo e il centro storico della Città Bianca entrano così a far parte della sua esperienza personale. Il territorio non rimane soltanto il luogo in cui vive, ma diventa progressivamente uno spazio di osservazione, appartenenza e partecipazione. Una sensibilità che, negli anni, contribuirà a orientare anche il suo interesse verso la memoria dei luoghi, le identità culturali e le dinamiche delle comunità.
 
Dalla tecnologia alla relazione professionale

Il trasferimento in Puglia coincide con l'avvio di una significativa esperienza nell'industria aerospaziale. Faggiano lavora in un contesto aziendale internazionale con sede a Taranto, confrontandosi con attività legate allo sviluppo del software e a progetti collegati ad agenzie spaziali. L'esperienza contribuisce alla formazione di competenze tecniche, organizzative e gestionali maturate in ambienti professionali complessi. L'interesse per l'informatica risale al 1982, anno in cui acquista il suo primo computer. Da allora segue l'evoluzione delle tecnologie digitali, con particolare attenzione agli ambienti Linux e alle possibilità offerte dagli strumenti informatici per la comunicazione, la condivisione delle conoscenze e la costruzione di reti. La tecnologia viene intesa non soltanto come strumento operativo, ma anche come mezzo attraverso il quale rendere accessibili informazioni, collegare persone e sostenere iniziative culturali. A questa esperienza si affianca quella maturata nel settore assicurativo e finanziario, nel quale opera da circa vent'anni. Iscritto al Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi (RUI IVASS), sezione E, sviluppa competenze nella consulenza assicurativa, nella gestione delle esigenze dei clienti e nella relazione con realtà professionali differenti. L'attività assicurativa rappresenta un ulteriore contesto nel quale sperimentare il rapporto tra competenza tecnica, ascolto e responsabilità nei confronti delle persone. Negli anni precedenti al trasferimento in Puglia, dopo il servizio militare svolto nell'Aeronautica Militare, Faggiano si dedica anche al volontariato sindacale in organizzazioni di categoria legate al mondo industriale. L'attenzione alle condizioni lavorative, alla sicurezza e alla tutela della persona trova successivamente continuità in incarichi e responsabilità aziendali, tra cui quelli connessi alla prevenzione e protezione, alla sicurezza industriale e alle squadre interne antincendio e di primo soccorso. L'adesione all'Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza (AIAS) si inserisce in questo percorso di approfondimento. Tecnologia, organizzazione, sicurezza e relazione professionale costituiscono così esperienze diverse, ma accomunate dalla necessità di comprendere sistemi complessi, coordinare attività e riconoscere il ruolo delle persone all'interno delle organizzazioni.
 
Formazione, ricerca e divulgazione culturale

Alla formazione tecnica in elettromeccanica, inizialmente legata all'interesse per le ricetrasmissioni e le tecnologie applicate, Faggiano affianca successivamente studi universitari triennali in Scienze religiose. L'interesse per le religioni nasce anche dal desiderio di approfondirne le influenze sulla storia, sulle istituzioni, sulle culture e sui comportamenti umani. La sua formazione prosegue attraverso corsi specialistici, esperienze associative, letture e ricerca personale. Non si sviluppa esclusivamente attraverso percorsi accademici, ma secondo una concezione del sapere come processo permanente, nel quale le conoscenze acquisite vengono messe in relazione con l'esperienza concreta e con nuovi interrogativi. Un interesse particolare per la ricerca documentale si manifesta già durante l'adolescenza, quando frequenta biblioteche e archivi torinesi e utilizza parte delle somme ricevute dai genitori per riprodurre testi storici, religiosi e filosofici. È una pratica che testimonia una curiosità precoce verso le fonti e il desiderio di costruire un patrimonio personale di conoscenze. Nel corso degli anni, l'attività di studio si accompagna alla scrittura, alla divulgazione e alla partecipazione a iniziative culturali. Il lavoro svolto in questi ambiti contribuisce anche al conferimento di una laurea honoris causa in Scienze storiche. Per oltre trent'anni collabora con giornali, riviste e realtà editoriali, pubblicando articoli, saggi, reportage e contributi fotografici dedicati alla storia, alle tradizioni popolari, alla spiritualità, ai territori e alla cultura materiale. Nei suoi scritti la ricerca storica si accompagna all'attenzione per le persone e per i contesti sociali nei quali si formano memorie, identità e tradizioni. Nel 2006 pubblica Arcieria & Cavalleria (Penne e Papiri, Tuscania), raccolta di saggi che affronta temi legati al Medioevo, all'arcieria tradizionale, alla simbologia e ai rapporti tra spiritualità e cultura europea. L'opera è censita nel catalogo nazionale OPAC SBN ed è conservata in diverse biblioteche italiane. A fine 2026 è prevista la pubblicazione di Burgensis (EDDA Edizioni, Roma), raccolta di saggi dedicata al mondo medievale, con particolare attenzione a Burgos, ai suoi luoghi storici e religiosi e alle relazioni tra istituzioni, spiritualità, memoria e identità. L'opera ha ricevuto l'Alto Patrocinio della Confederazione Europea degli Ex Combattenti e Militari (CEAC-M), riconoscimento che ne accompagna il percorso editoriale. La scrittura e la divulgazione rappresentano, in questo quadro, non soltanto attività culturali, ma strumenti per rendere accessibili conoscenze, stimolare riflessioni e favorire il dialogo tra discipline e pubblici differenti.
 
Il Medioevo, l'arcieria storica e la rievocazione

L'interesse per il Medioevo nasce durante l'infanzia, anche attraverso la lettura dell'enciclopedia Storia delle Crociate, illustrata dalle incisioni di Gustave Doré, e la visione dello sceneggiato televisivo Thibaud il cavaliere bianco. Le immagini di cavalieri, castelli, viaggi e ordini monastico-cavallereschi alimentano una passione destinata a trasformarsi in un interesse duraturo per la storia e le sue rappresentazioni culturali. Con il tempo, lo studio del Medioevo si intreccia con l'arcieria, la ricerca simbolica e la rievocazione storica. La pratica dell'arcieria, iniziata nel 1985, diventa un ambito nel quale si incontrano disciplina, concentrazione, approfondimento storico e attività condivisa. Dal 1994 Faggiano opera come formatore nell'arcieria e nella rievocazione medievale, partecipando alla promozione di esperienze che coniugano divulgazione, educazione e ricostruzione storica. Nel 1997 fonda la Corporazione Arcieri Storici Medievali, sodalizio nazionale impegnato nella promozione della cultura storica medievale attraverso l'arcieria, la ricerca e la rievocazione. Negli anni organizza iniziative ed eventi in diverse località italiane, collabora con associazioni e istituti scolastici e interviene come relatore in conferenze e incontri dedicati a temi storici e simbolici. Le esperienze maturate comprendono anche l'appartenenza alle federazioni arcieristiche FITARCO e FIARC. Accanto all'attività di ricostruzione storica si colloca l'ideazione e l'organizzazione del Regno d'Hastur, gioco di ruolo dal vivo ispirato all'immaginario fantasy ed epico di J. R. R. Tolkien. Queste esperienze mostrano come una passione individuale possa diventare occasione di organizzazione, collaborazione e trasmissione culturale. La rievocazione non è intesa soltanto come rappresentazione del passato, ma come possibilità di avvicinare le persone alla storia attraverso esperienze concrete, relazioni e forme di partecipazione.
 
Natura, animali e percorsi outdoor

Parallelamente agli interessi storici e culturali, Faggiano coltiva un rapporto costante con la natura. Alpinismo, mountain bike, escursionismo e pesca a mosca costituiscono alcune delle esperienze attraverso le quali sviluppa una familiarità con gli ambienti naturali e con forme di attività che richiedono attenzione, autonomia e capacità di adattamento. Un ruolo particolare è occupato dai cani e dai gatti, considerati parte integrante della famiglia. La convivenza con gli animali contribuisce a rafforzare l'interesse per le relazioni tra esseri viventi, per la cooperazione e per le dinamiche di gruppo, temi che ritornano anche nelle sue attività outdoor e nei progetti di carattere educativo. Considerato tra i pionieri del dog-trekking in Italia, pratica questa disciplina fin dai primi anni Novanta e svolge attività di guida nell'ambito dell'Associazione Italiana Dog Trekking. Dall'incontro tra escursionismo, relazione uomo-cane e arcieria nasce l'Archery-Dog, disciplina da lui ideata, nella quale si incontrano movimento, attività all'aperto e pratica arcieristica. A questa esperienza si collega Wolf Pack | Adventure Project, progetto multidisciplinare che integra trekking, outdoor education e attività orientate alla crescita relazionale. L'attenzione non si concentra esclusivamente sulla prestazione fisica, ma anche sull'esperienza condivisa, sulla responsabilità e sulla possibilità di apprendere attraverso il contatto con la natura. Tra le esperienze personali più significative figura il Cammino di Santiago, affrontato lungo il Cammino Portoghese. Il viaggio rappresenta un'occasione di incontro con luoghi, persone e tradizioni, oltre che un'esperienza di riflessione personale. Il tema del cammino assume così un significato che supera la dimensione escursionistica, richiamando il rapporto tra ricerca individuale, incontro e appartenenza. Negli anni Faggiano si dedica anche al golf e al pitch & putt, entrando in contatto con le rispettive realtà federali e associative e ricoprendo incarichi direttivi e formativi nell'ambito della Federazione Italiana Pitch & Putt. Per diversi anni svolge inoltre attività di Ufficiale di Gara come Commissario di Percorso nell'ambito dell'ACI-CSAI, partecipando a rally automobilistici nazionali e internazionali in Piemonte e Valle d'Aosta. Anche in questo ambito emerge una costante: l'interesse per attività che richiedono organizzazione, collaborazione e rispetto di regole condivise.
 
Memoria storica, associazionismo e impegno civico

L'esperienza nell'Aeronautica Militare, durante la quale consegue il grado di 1° Aviere, rappresenta una tappa importante nella formazione personale di Faggiano. Negli anni successivi, l'interesse per la memoria storica si traduce in un impegno associativo rivolto alla valorizzazione del ricordo dei combattenti, alla promozione della cultura memoriale e alla trasmissione della storia. Assume incarichi nazionali nel Centro XXV Aprile – CEAC-M Italia e nell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati. A Ostuni rappresenta inoltre l'Istituto del Nastro Azzurro ed è socio di realtà associative locali come l'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra e l'Associazione Arma Aeronautica. La memoria del padre, Antonio Faggiano, combattente del secondo conflitto mondiale e invalido di guerra, costituisce una motivazione personale significativa. In suo ricordo promuove la creazione di due sezioni commemorative dedicate all'«Aviere R.A. Antonio Faggiano», contribuendo a mantenere viva una memoria familiare che si inserisce nella più ampia storia collettiva. Accanto all'attività memoriale si sviluppa l'impegno nel volontariato e nella protezione civile. Come responsabile del nucleo cinofilo sperimentale del S.E.R. Ostuni e, successivamente, del settore ambiente di T.E.R.A. ODV Ostuni, partecipa ad attività connesse alla tutela ambientale, alla prevenzione e alla collaborazione tra volontari. Queste esperienze contribuiscono a consolidare una concezione del territorio come realtà nella quale dimensione ambientale, relazioni sociali e responsabilità civica sono strettamente interdipendenti. La partecipazione associativa diventa così un terreno concreto nel quale sperimentare il coordinamento delle persone, l'organizzazione delle attività e la costruzione di obiettivi condivisi.
 
Dalle esperienze associative alla progettazione sociale

L'interesse per la dimensione collettiva si manifesta già durante l'adolescenza, attraverso la partecipazione ad associazioni sportive e culturali. In quegli anni Faggiano pratica diverse discipline, tra cui calcio e baseball, e coltiva interessi per gli scacchi e il Subbuteo, attività che diventano occasioni di socialità e confronto. Ancora prima della maggiore età fonda una squadra di calcio dilettantistica, reperendo autonomamente giocatori, sponsor e collaborazioni fino all'iscrizione a un campionato ufficiale. Un'esperienza precoce di organizzazione che anticipa, sul piano pratico, l'interesse successivo per il coordinamento di gruppi e la realizzazione di iniziative collettive. Nel corso degli anni frequenta numerose realtà associative, tra cui Toastmasters International, Harley Owners Group, Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani, Società Tolkieniana Italiana, Biblia, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale e Rotary International. La varietà di questi ambienti gli consente di confrontarsi con persone, linguaggi, competenze e modalità organizzative differenti. L'associazionismo diventa un'esperienza trasversale, attraverso la quale osservare come gli interessi individuali possano tradursi in attività condivise e come la collaborazione richieda ascolto, organizzazione e capacità di mettere in relazione risorse diverse. Negli ultimi anni il percorso converge sempre più esplicitamente verso la sociologia relazionale e la progettazione sociale. In qualità di Esperto di Progettazione Sociale (EPS), socio dell'Associazione Sociologi Italiani, segretario organizzativo della Macrodeputazione ASI «Nordovest» e direttore vicario del laboratorio ASI The Elsewhere Project, Faggiano sviluppa attività orientate alla costruzione di reti collaborative, alla partecipazione civica e alla coesione comunitaria. In questa prospettiva, la progettazione sociale rappresenta un ambito nel quale mettere a sistema competenze maturate in contesti differenti. L'esperienza tecnologica e organizzativa, la relazione professionale, la formazione, la divulgazione e l'attività associativa possono concorrere all'analisi dei bisogni, alla costruzione di partenariati e all'elaborazione di iniziative rivolte alle persone e ai territori. La sociologia viene considerata non soltanto come disciplina di studio, ma anche come strumento per comprendere le relazioni tra individui, gruppi, istituzioni e comunità. Da qui l'interesse per il networking territoriale e digitale, la comunicazione pubblica, la progettazione culturale, l'educazione relazionale e le forme di partecipazione capaci di favorire la collaborazione tra soggetti diversi. Tra le iniziative alle quali dedica particolare attenzione si colloca Reti Sociali & Networking, spazio divulgativo rivolto alla sociologia relazionale e alla costruzione di comunità. Un altro ambito di attività è rappresentato da The Elsewhere Project, laboratorio nel quale l'attenzione al territorio, alla partecipazione e alla progettazione si intreccia con la ricerca di nuove modalità di collaborazione. La sua attività digitale comprende inoltre numerosi blog e spazi tematici, attraverso i quali organizza e condivide contenuti di carattere culturale, storico, sociale e divulgativo. L'esperienza maturata nell'informatica viene così utilizzata anche per rendere accessibili materiali, collegare interessi e mantenere attivi ambienti di confronto. L'obiettivo che accomuna queste iniziative è contribuire alla ricostruzione dei legami sociali attraverso la valorizzazione delle conoscenze, delle esperienze e delle risorse presenti nelle comunità. 
 
Una visione che unisce passato, presente e futuro

Osservato nel suo insieme, il percorso di Franco Faggiano non si lascia ricondurre a un'unica professione o a una successione lineare di incarichi. È piuttosto una storia nella quale attività tecniche, esperienze lavorative, ricerca culturale, passioni personali e impegno associativo si sono sviluppati parallelamente, influenzandosi reciprocamente. Il Medioevo e la memoria storica hanno alimentato l'interesse per le identità e per il significato delle tradizioni; l'arcieria e le attività outdoor hanno offerto occasioni di formazione, organizzazione e condivisione; l'esperienza professionale ha contribuito a sviluppare competenze tecniche, gestionali e relazionali; il volontariato e l'associazionismo hanno costituito spazi di partecipazione concreta. La progettazione sociale rappresenta oggi un possibile punto di convergenza di queste esperienze, nella ricerca di strumenti capaci di trasformare conoscenze e relazioni in iniziative rivolte al bene comune. Questa biografia non intende presentare un percorso privo di contraddizioni o difficoltà, né attribuire a ogni esperienza un significato necessariamente positivo. Vuole piuttosto proporre una lettura nella quale anche le svolte, i cambiamenti di direzione e le differenze tra gli ambiti frequentati contribuiscono a comprendere la formazione di un'identità personale e professionale. La prospettiva relazionale assume qui un significato preciso: la persona non viene considerata isolatamente, ma attraverso le esperienze vissute, gli ambienti frequentati, le collaborazioni costruite e i significati progressivamente attribuiti al proprio cammino. È una lettura che riconosce il carattere interpretativo di ogni biografia e considera il rapporto tra individuo e comunità una componente essenziale della crescita personale e sociale. Anche la Dinontorganica, nel quadro degli interessi culturali e teorici di Faggiano, si colloca in questa ricerca di una comprensione delle realtà umane che tenga conto delle relazioni e delle connessioni tra le loro componenti. La sua attività presente si sviluppa quindi nel segno dell'incontro tra esperienze differenti, con l'intento di valorizzare ciò che può emergere dalla collaborazione tra persone, competenze e contesti. Non una sintesi definitiva di una vita, ma una prospettiva di lavoro aperta a nuove relazioni, progetti e occasioni di partecipazione.

«Mi muovo tra idee, persone e progetti. Là dove gli altri vedono confini, io costruisco connessioni.»

È in questa frase che Franco Faggiano riconosce una sintesi del proprio percorso e dell'orientamento con cui guarda alle prospettive future: mettere a disposizione della comunità le competenze acquisite, le conoscenze condivise e le relazioni costruite nel tempo, contribuendo, attraverso la progettazione sociale e la divulgazione culturale, alla ricerca di nuove possibilità di incontro, collaborazione e crescita collettiva.
  

Note sulla biografia

Franco Faggiano ha scelto di dedicarsi alla sociologia e alla progettazione sociale non con l'obiettivo prioritario di costruire una carriera, ma con l'intento di mettere a disposizione della collettività le esperienze, le conoscenze e le competenze maturate nel corso della propria vita. La scelta di diventare Esperto di Progettazione Sociale (EPS) rappresenta, in questa prospettiva, un modo per dare continuità al proprio percorso, contribuendo alla realizzazione di iniziative utili alla comunità e lasciando una testimonianza del cammino compiuto, senza ricercare ulteriori fini personali. Questa biografia viene condivisa in via eccezionale, nel rispetto della riservatezza di una persona che, pur essendo normalmente restia all'esposizione pubblica per formazione e convinzione, ha scelto consapevolmente di aprire uno spazio di conoscenza e di incontro relazionale.

La Dinontorganica, prospettiva filosofica elaborata da Tommaso Demaria, costituisce una delle chiavi interpretative attraverso cui leggere questo percorso. In tale prospettiva, l'esperienza umana, sociale e narrativa non viene considerata come una semplice somma di elementi isolati, ma come una realtà relazionale nella quale le singole componenti acquistano significato anche attraverso i rapporti che le collegano. La biografia diventa così un racconto nel quale esperienze, scelte, contraddizioni e cambiamenti concorrono alla comprensione di un percorso unitario, senza che le differenze debbano essere necessariamente eliminate o ricondotte a una successione lineare. Anche la ripetizione di alcuni temi può assumere un significato narrativo, quando permette di riconoscere la continuità di interessi, valori e orientamenti nel corso del tempo. Allo stesso modo, la soggettività del racconto non ne esaurisce il valore: ogni biografia è una lettura situata di una vita, da comprendere attraverso le esperienze narrate, le relazioni che le hanno attraversate e i significati che l'autore attribuisce loro. Ciò non esclude la verifica dei fatti, ma distingue la ricostruzione documentale dall'interpretazione del loro significato umano e relazionale. Chi legge è pertanto invitato a considerare questa biografia non soltanto come un curriculum professionale, ma come una testimonianza personale nella quale il percorso lavorativo, la ricerca culturale, le passioni e l'impegno associativo concorrono a delineare un'identità in continua evoluzione. Non si tratta di rinunciare al giudizio critico, bensì di affiancarlo alla disponibilità a comprendere le connessioni tra le esperienze e la persona che le ha vissute.

Per approfondire questa chiave di lettura e comprendere meglio il rapporto tra la Dinontorganica, il metodo e la prospettiva che orienta il percorso di Franco Faggiano, si rimanda alla pagina dedicata alla Dinontorganica, nonché alla successiva analisi di approfondimento.

 

⚙️ ANYWHERE | ELSEWHERE | SOMEWHERE

ANALISI INTERPRETATIVA *


Premessa metodologica

Lo schema che mette in dialogo la dinontorganica di Tommaso Demaria con il binomio Anywhere/Somewhere di David Goodhart non è, nel caso di Franco Faggiano, un'operazione teorica applicata dall'esterno a una biografia qualunque. È, al contrario, la formalizzazione tardiva di una struttura esistenziale che Faggiano ha vissuto — pre-riflessivamente, prima ancora di incontrare il lessico demariano — per oltre sessant'anni. La sua vita si presta con rara nitidezza a questa lettura perché in essa le due polarità di Goodhart non si escludono mai, ma restano costantemente in tensione dinamica, generando quel terzo termine — l'Elsewhere — che è insieme sintesi e superamento. 
 
Somewhere: Ostuni come radicamento scelto

A differenza del Somewhere descritto da Goodhart come dato di nascita e appartenenza non negoziabile, quello di Faggiano è un Somewhere scelto: nato a Torino nel 1962 da una famiglia di origine pugliese, cresciuto nel quartiere di Santa Rita, decide all'inizio degli anni Novanta di trasferirsi a Ostuni — non per necessità professionale, ma come atto esistenziale, alla ricerca di un'esistenza "a misura d'uomo". È qui che costruisce, decennio dopo decennio, un radicamento che si fa impegno concreto: la cura della memoria storica locale, la rappresentanza a Ostuni dell'Istituto del Nastro Azzurro, la collaborazione costante con l'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, la fondazione di due sezioni (Centro XXV Aprile - CEAC-M Italia e AICI) commemorative dedicate al padre — aviere e combattente della Seconda guerra mondiale.

Il Somewhere di Faggiano trova la sua espressione più compiuta nella Corporazione Arcieri Storici Medievali, sodalizio da lui fondato nel 1997, dove la passione infantile per il Medioevo — nata a soli sei anni davanti alle incisioni delle Crociate di Gustave Doré — si trasforma in pratica comunitaria di rievocazione storica: un modo di tenere viva, nel presente di un territorio, una memoria condivisa.
 
Anywhere: le reti che superano il confine

Parallelamente, la traiettoria professionale e associativa di Faggiano lo colloca pienamente nella dimensiona Anywhere. L'esperienza in un'azienda internazionale di software aerospaziale con sede a Taranto lo mette in contatto con progetti legati alle agenzie spaziali; la ventennale attività nel settore assicurativo, lo abitua a costruire relazioni professionali che travalicano il singolo territorio. Oggi, come membro EPS dell'ASI - Associazione Sociologi Italiani, Vicepresidente del Centro XXV Aprile - CEAC-M Italia, opera in una rete che collega sociologia, cultura e progettazione sociale su scala nazionale — una mobilità intellettuale e relazionale che è la cifra propria dell'Anywhere.
 
Elsewhere: il luogo terzo, generato dalla tensione

È tuttavia nel ruolo di ideatore e direttore del laboratorio territoriale "The Elsewhere Project", con il patrocinio dell'ASI e del Centro XXV Aprile CEAC-M Italia, che le due polarità trovano la loro sintesi vivente. Non a caso Faggiano descrive se stesso con una formula che è insieme dichiarazione di metodo e autoritratto: la sua vocazione è muoversi tra idee, persone e progetti, costruendo connessioni dove altri vedono confini. L'Elsewhere, in questa prospettiva, non è una terza via di compromesso tra locale e globale, ma un organismo relazionale che nasce proprio dall'oscillazione tra le due — esattamente come le frecce che, nello schema, collegano Anywhere, Elsewhere e Somewhere in un movimento continuo e reciproco.

Questa sintesi non è solo teorica: è visibile nel modo in cui Faggiano tiene insieme, senza contraddizione, il rievocatore medievale e il sociologo, l'escursionista cinofilo e il progettista sociale, il pellegrino del Cammino di Santiago e l'organizzatore di reti associative nazionali. È visibile nella Corporazione Arcieri Storici Medievali che, pur profondamente radicata al territorio nostrano, dialoga con un immaginario storico e simbolico che appartiene alla cultura europea nel suo complesso.
 
La dinontorganica come chiave di lettura

Applicare a questa biografia il paradigma demariano significa decodificare la precisa geometria concettuale illustrata nell'immagine. Sulla destra dello schema, la visione di David Goodhart fotografa la polarità sociologica netta tra chi appartiene a un luogo (Somewhere) e chi appartiene al mondo (Anywhere). Sulla sinistra, la parentesi graffa di Tommaso Demaria si aggancia invece direttamente all'Elsewhere, indicandolo come il vero nucleo della Dinontorganica.

In quest'ottica, l'Elsewhere nella vita di Faggiano non è una collocazione geografica o un'astrazione utopica, ma il punto esatto in cui l'essere (ontos) si fa dinamico (din) e strutturato (organico). Rifiutando di giudicare la sua biografia con i criteri di coerenza lineare propri di un curriculum tradizionale, essa si svela come un vero e proprio "organismo narrativo".

La molteplicità delle sue tessere esistenziali — dall'elettromeccanica alle scienze religiose, dal volontariato sindacale alla protezione civile, dall'arcieria alla sociologia sul campo — cessa di apparire come una dispersione frammentaria. Diventa, al contrario, la manifestazione empirica della cellula dinontorganica demariana: una struttura in cui l'osservatore, il progettista e l'azione sociale coappartengono. Faggiano attiva una sintesi vitale in cui le radici locali (Somewhere) alimentano i flussi globali (Anywhere), ma solo per essere costantemente trasfigurate e messe in movimento dall'architettura relazionale dell'Elsewhere.

In questo senso, Franco Faggiano non si limita ad applicare lo schema: lo incarna. La sua vita dimostra, per usare i termini stessi del Progetto Elsewhere, che l'identità e l'apertura non sono alternative da bilanciare, ma i poli pulsanti di uno stesso organismo vivente — e che la dinontorganica è il nome di questa vitalità comunitaria e relazionale in pieno atto.
 
Inquadramento epistemologico ed ermeneutico del progetto Elsewhere (La presa d'atto)

Il progetto "The Elsewhere Project" si colloca decisamente all'interno di una cornice epistemologica, e non puramente euristica.

Ecco perché, analizzando la struttura stessa del progetto e l'attività del laboratorio territoriale, possiamo affermare che si tratta di un'operazione interpretativa fondata su certezze concrete:
 
1. Non è un'ipotesi "astratta" (Perché non è solo euristica)

Se fosse una mera cornice euristica, Elsewhere sarebbe solo un'ipotesi di lavoro speculativa, un tentativo "al buio" privo di riscontri storici, in attesa di verifica empirica. Ma nel laboratorio realizzativo, il progetto nasce proprio per tradurre la teoria in modelli applicativi di innovazione e progettazione sociale sul territorio.
 
2. È una cornice epistemologica e rilettura ermeneutica

Siamo di fronte a una struttura epistemologica solida per due motivi fondamentali:

a) I risultati esistenziali pre-esistono e sono tangibili: come evidenziato nella biografia stessa di Faggiano (e nelle attività sul campo), i risultati ci sono già. Sono l'esistenza "scelta" a Ostuni (Somewhere), la rete di interazioni professionali (Anywhere) e le attività associative nazionali. La realtà fattuale è già compiuta.

b) L'ermeneutica come sintesi delle due teorie: lo schema funge da griglia interpretativa (ermeneutica) che prende la sociologia descrittiva di David Goodhart (il contrasto statico tra chi resta e chi viaggia) e la feconda con la filosofia ontologica di Tommaso Demaria.

Il Progetto Elsewhere non cerca di "scoprire" se lo schema funzioni; utilizza lo schema come un paio di occhiali epistemologici già tarati per leggere e strutturare i dati della realtà. È la dimostrazione scientifica che la polarità di Goodhart può essere superata e resa generativa solo attraverso la cellula relazionale e dinamica (la dinontorganica) teorizzata da Demaria.

* di Antonio Rossello, Sociologo

 

Approfondimenti

Articolo su L'Eco di Pavia: «Dinontorganica e progettazione sociale: un metodo per leggere le comunità» 

Articolo su L'Eco di Savona: «Il progetto Elsewhere come realizzazione operativa della Dinontorganica» 

Articolo sul blog di Pier Carlo Lava: «Case study: il progetto Elsewhere come realizzazione operativa della Dinontorganica» 

Articolo sul blog di Pier Carlo Lava: «La rivoluzione della "Dinontorganica"»  

Articolo su Solidarietà News: «Una via per rigenerare la Società e l'Impresa» 

Articolo su Sociologia On Web: «Verso una Sociologia costruttiva: il realismo dinamico e la progettazione sociale dinontorganica» 

Articolo su Pagina Tre: «Acta non verba: l'eredità di Tommaso Demaria e la sorpresa della Dinontorganica»